STAGIONE 2026
Dal 5 aprile al 1 novembre
L’Isola Bisentina è un incontaminato microcosmo all’interno del lago di origine vulcanica più esteso d’Europa, fatto di alberi secolari e flora autoctona con integrazione di specie d’importazione, luogo di testimonianze, passaggi e insediamenti dell’uomo dai tempi antichi a quelli a noi più vicini. Dal 2022 l’isola – prima chiusa al pubblico – si offre ai visitatori in un percorso fra antiche costruzioni architettoniche e opere contemporanee site specific che si integrano con il territorio, rispecchiandone l’aspetto più importante: la sua sacralità.
L’isola è un’opera d’arte unica, realizzata secondo un progetto mistico e artistico nato nel Rinascimento per volontà di papa Pio II e della famiglia Farnese, proseguito da papa Paolo III e portato a termine dal cardinale Alessandro Farnese Junior. Il progetto è quello di creare una Via Crucis sull’isola, con l’edificazione di sette cappelle ed una chiesa grande. La chiesa, dedicata ai Santi Giacomo e Cristoforo, dopo un importante restauro voluto dalla famiglia Rovati, proprietaria dell’isola dal 2017, è di nuovo accessibile dal 2024. Fu originariamente costruita e dedicata a San Giovanni Battista da Ranuccio Farnese il Vecchio, ma sarà il Cardinale Alessandro Farnese il Giovane a costruire sopra questo preesistente edificio l’imponente monumento che oggi vediamo, la cui edificazione ha inizio nel 1588 su disegno di Giovanni Antonio Garzoni da Viggiù, e termina all’epoca di Odoardo Farnese tra il 1602-1603.
Immersi nella maestosità della flora locale sono ubicate sette cappelle edificate fra XV e XVI secolo sui sentieri perimetrali in un percorso devozionale, che fu meta di pellegrinaggio religioso prossimo alla Via Francigena: fra queste la cappella a pianta ottagonale di Santa Caterina attribuita ad Antonio da Sangallo il Giovane e posta su uno sperone di roccia alto 22 metri, e la cappella del Crocefisso o del Monte Calvario, che conserva preziosi affreschi attribuiti alla mano di Benozzo Gozzoli.
Dopo il declino dei Farnese l’isola continuò a destare l’interesse di tanti, che si avvicendarono nel frequentarla, abitarla ed animarla. Tra vescovi, industriali, principi, poeti, scrittori e duchi, furono in tanti, uomini e donne, ad amarla e a viverla, lasciando dietro di sé frammenti inconfondibili di un passato pieno di fascino.
Informazioni:
www.isolabisentina.org