GUARDARE LA LUNA, NON IL DITO

Mostra delle icone del design e presentazione della nuova collezione permanente
24 febbraio – 21 aprile 2019

MAC Museo d’Arte Contemporanea
Via Elisa Ancona 6 | Lissone (MB)

INAUGURAZIONE SABATO 23 FEBBRAIO ORE 18.00

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Aulenti, Botta, Colombo, De Lucchi, Magistretti, Sambonet e numerose altre icone del design. Il MAC di Lissone inaugura l’attesa e prestigiosa collezione permanente, concepita e curata da Alberto Zanchetta, accompagnata dal 23 febbraio al 21 aprile da una mostra che ne riverbera il concetto: nella autorevole culla del design, una autorevole collezione.

Dopo lunghe attese, il MAC di Lissone incrementa oggi il suo patrimonio artistico con una collezione dedicata in modo esclusivo al design, scelta che si è resa necessaria e inevitabile considerando la realtà del territorio, fortemente legata alla filiera del legno-arredo. Nel secolo scorso Lissone era, non a caso, sinonimo di “Capitale del mobile”. In virtù di una storia importante ma spesso sottovalutata, il MAC ha cercato di integrare il proprio patrimonio con una collezione di design che afferisce non solo ai trascorsi della cittadina briantea, ma si proietta verso un panorama ampio ed eterogeneo, di respiro nazionale e internazionale.

Dagli inizi del Duemila, le raccolte museali hanno documentato il divenire dell’arte, ma è solo dal 2007 che la programmazione del MAC si rivolge anche al design, istituendo un premio biennale per i giovani progettisti. Malgrado la manifestazione si inserisca in un tessuto di ricerca e di sviluppo che appartiene alla tradizione lissonese, soltanto dieci anni dopo è stato possibile costituire la raccolta di design, il cui primo nucleo data al settembre dello scorso anno. In breve tempo, la neonata collezione si è però ampliata considerevolmente, allo stato attuale è composta da un centinaio di oggetti e da più di trecento disegni tecnici, unitamente a un nucleo di materiali afferenti il visual design.

Ci introduce alla mostra il direttore del MAC Alberto Zanchetta: La volontà di celebrare “l’arte del progetto”, all’insegna dell’innovazione e dell’iconicità, trova la via delle sale museali con la mostra ‘Guardare la luna, non il dito’. Il titolo, che parafrasa il celebre detto cinese “quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito”, allude alla necessità di osservare con attenzione gli oggetti in mostra per riuscire a trascenderne la forma e comprenderne più a fondo la progettualità. Con lo stesso intento, infatti, si è voluto ridisegnare/riprogettare la collezione del museo, che il direttore del MAC ha arricchito con oggetti che sono espressione della sapienza dei loro progettisti e in pari modo della perizia di importanti aziende del settore. A fianco di alcune celebri icone del design, immancabili nelle collezioni museali di tutto il mondo, trovano posto oggetti e prototipi che si articolano in gruppi tematici.

Capolavori di eccellenza artigianale, come il Leggio d’Orsay di Aulenti, la Parola Amore di Tovaglia, il Segavento di Livio e Piero Castiglioni o il papillon in legno di Botta, dialogano per frizione con i calcolatori di Bellini, il packaging Tŷ Nant di Lovegrove e il Discovolante di Lissoni. Ironia e originalità contraddistinguono l’appendiabiti Stella dei fratelli Mendini, il tavolino Aile di De Marco e Fanciullacci, l’orologio ipnotico e perpetuo di Zambelli, l’abito in vinile di Cannavacciuolo e lo storico Componibile di Castelli Ferrieri rivisitato da Fabio Novembre. Tra le curiosità una croce componibile di Iacchetti e il rosario usa e getta di JoeVelluto, gli occhiali in cartone di La Roche in rapporto dialettico con gli occhiali da sole di Duranti. Tra il vasto campionario delle sedute sono state scelte la Fronzoni ’64 di AG Fronzoni, Universale di Colombo, Monk di Afra e Tobia Scarpa, Plopp stool di Zieta, Rememberme di Juretzek, Seconda di Botta, Spaghetti di Belotti, Tuttitubi di Damiani, la panca Iron di Bergne e il prototipo di uno sgabello realizzato da Luraschi nel 1972. Una sezione riservata all’illuminotecnica annovera lampade assurte a vere icone del design, dalla Eclisse di Magistretti alla Passiflora di Natalini e Toraldo di Francia, dal Cuboluce di Bettonica e Melocchi alla Tolomeo di De Lucchi e Fassina, fino alla più recente Elica di Sironi. La fanno da padroni nell’angolo cucina i bollitori di Gehry e Graves, le caffettiere di Rossi e Sapper, la pesciera di Sambonet e il set di “Monachine” di Duranti. All’area del giardinaggio rimandano invece il Santavase di Santachiara e la Carry on di Faccin.

Assieme a disegni autografi di Ambasz, Aulenti, Ungers e Hejduk sono proposti gli elaborati grafici di Baruffi/De Santi, Confalonieri, Fronzoni + Gruppo MID, Lupi, Nizzoli, la serie completa di Inventario – il  progetto editoriale di Finessi e Croatto premiato nel 2014 con il Compasso d’Oro – e una selezione di progetti tecnici di Salvati-Tresoldi, Pessina-Pica-Rascaroli, Foresti-Volonterio. Di particolare rilievo per la storia locale, una inedita eliocopia del Palazzo del Mobile di Lissone progettato da Faglia e Galmanini, così come alcuni manifesti promozionali delle storiche Settimane lissonesi.

Commenta il Sindaco di Lissone Concetta Monguzzi: “Il MAC si inscrive in un territorio che è vera e propria patria del design d’autore. In questa collezione c’è la nostra tradizione ma, contemporaneamente, c’è innovazione e c’è futuro, come è sempre stato nel DNA del territorio. La nostra amministrazione è orgogliosa che proprio in questa città ora sia aperta al pubblico una collezione d’eccellenza, degna del livello qualitativo dell’offerta culturale del MAC. Tutto ciò è frutto di un lavoro di squadra, di una sinergia tra amministrazione comunale e direzione museale. Ed è possibile grazie all’impegno quotidiano degli attori coinvolti.

È faticoso portare l’arte contemporanea e il design tra i cittadini? Assolutamente sì – aggiunge l’Assessore alla Cultura del comune di Lissone Alessia Tremolada – ma vogliamo farlo. Mi piace pensare che stiamo facendo qualcosa oggi per il futuro della nostra comunità domani. Fra i partner di questa iniziativa figurano i grandi nomi del design presenti nell’immaginario collettivo. Una notevole opportunità per i visitatori di oggi e del futuro, invitati ad ammirare oggetti carichi di valore estetico e storico, che hanno fatto la storia del design.

Benché la raccolta di design del MAC sembrasse inarrivabile, proprio come la luna, oggi si è finalmente avverato il sogno di una collezione destinata a consolidarsi sempre più. Perché, come direbbe R.D. Laing, «l’asserzione non addita, il dito è ammutolito».

Partner tecnici: Alessi, Alias, Artemide, Bottega Ghianda, Cappellini, Caimmi Brevetti, Cini&Nils, Diamantini Domeniconi, Gruppo Sambonet, Horm Italia, Kartell, Magis, Martinelli Luce, Officinanove, Pinetti, Poltronova,‬‬‬ Riva 1920, Serralunga, Slide, Zanotta.